lunedì 24 aprile 2017

Creatività e passione, il mio incontro con gli artigiani di Arezzo

Vi avevo già parlato di Blogart e vi avevo anticipato un nuovo post dedicato a questo bellissimo incontro organizzato da Ilenia di Pensoinventocreo in collaborazione con Confartigianato Imprese Arezzo.
In effetti le cose da dire sono davvero molte, e se da un lato c'è stata l'emozione di incontrare tante amiche blogger, dall'altra parte è stata una giornata ricchissima di stimoli e scoperte.

La mattina è stata dedicata alla formazione, Ilenia ci ha regalato un'occasione preziosissima di migliorare le nostre conoscenze in ambito foto/video/animazioni grazie ai consigli di due professionisti davvero in gamba: Nedo Baglioni, fotografo e video maker, e Iacopo Giannini, architetto e web designer.

Tra spunti ricevuti, tantissimi esempi pratici e la nostra miriade di domande questa prima parte della giornata è letteralmente volata e in men che non si dica è arrivato il momento di partire per il nostro tour di Arezzo.


Prima sosta, perfetta vista l'ora, nel laboratorio di pasta fresca La Rustica di Piero Stocchi. Qui abbiamo visto preparare davanti ai nostri occhi i famosi pici e altre paste ripiene, e abbiamo avuto l'onore di poter assaggiare queste prelibatezze. 

Oltre alla bontà di questi piatti tipici, è stato bellissimo vedere i gesti sicuri e le mani esperte che accarezzavano la pasta, forti di un "saper fare" che fa rima con professionalità e amore per il proprio lavoro. Amore che si traduce anche nel desiderio di trasmettere ad altri la propria competenza: La Rustica è infatti anche una scuola, dove i giovani possono apprendere sul campo le tecniche di lavorazione della pasta fresca.


Dopo pranzo abbiamo fatto una lunga e bellissima passeggiata su e giù per i suggestivi borghi di Arezzo, fino al laboratorio dell'intagliatore Francesco Conti. 


Mi è bastato affacciarmi sulla soglia della sua bottega per capire che stavo entrando in un luogo speciale, un po' mistico. Si può non restare affascinati davanti a un paio di mani che con abilità e fermezza trasformano un pezzo di legno in un opera d'arte? Ogni angolo del laboratorio di Francesco Conti parla del suo amore per l'intaglio. "Entrare dentro, nella materia, e scolpirla", come ci ha detto lui. Qui le sue opere prendono vita tra una collezione di pezzi antichi, attrezzi di ogni tipo, trucioli ruvidi e profumati. La visita al suo laboratorio mi ha emozionato, come ci si emoziona quando si entra in un luogo sacro in punta di piedi, sottovoce, con la sensazione di essere sospesi nel tempo.


Lasciato a malincuore l'intagliatore, che avrei volentieri ammirato lavorare ancora un po', abbiamo proseguito la nostra camminata per il centro di Arezzo fino a Piazza Grande e al Palazzo della Fraternita dei Laici.


Qui ci siamo arrampicati fino in cima alla torre da cui si gode di una vista meravigliosa sulla piazza e sull'intera città, ma soprattutto si possono ammirare gli ingranaggi dell'orologio astronomico posto nella vela campanaria disegnata da Giorgio Vasari.


Beh, dopo tutti quei gradini inutile dire che abbiamo accolto con entusiasmo la pausa alla pasticceria Bruschi, dove abbiamo potuto visitare il laboratorio e scoprire un'altra storia di eccellenza artigiana tramandata da più di 80 anni.


Anche qui l'atmosfera è speciale: oltre ai profumi irresistibili delle sfoglie farcite di crema pasticcera, quello che si respira in questa pasticceria è amore per la tradizione, impegno, passione.


Di nuovo in cammino per le strade di Arezzo, ho passeggiato un po' più silenziosa e assorta. Forse per la stanchezza che iniziava a farsi sentire, ma soprattutto perché le emozioni hanno iniziato ad accavallarsi ingombranti tra i pensieri. Mi sono sentita privilegiata e grata per aver potuto incontrare queste persone, così diverse eppure accomunate da qualcosa di unico e sicuramente molto potente.


La mia sensazione ha avuto un'altra grande conferma nella sartoria di Carlo Donati, l'ultimo artigiano incontrato. L'ho ascoltato rapita raccontarci la storia della sua attività, indissolubilmente legata alla sua storia personale fatta di impegno, determinazione, umiltà e - ancora una volta - una grande, incontenibile passione.
Carlo Donati ci ha portati nel cuore della sua sartoria, dove gli abiti che oggi vende in tutto il mondo prendono vita, e mi è venuta la pelle d'oca nel vederlo tracciare a mano libera con gesti sicuri il disegno di un pantalone. Ho visto il suo viso illuminarsi un po' mentre il gesso scorreva sul tessuto e tracciava il segno di qualcosa destinato a diventare un piccolo capolavoro.


E ho in quel lampo di luce ho colto il valore della passione artigiana. Ho intuito l'amore per la materia e l'emozione di vederla prendere forma tra le proprie mani. Ho intravisto i sacrifici, la fermezza, la tensione verso l'eccellenza. E mi sono portata a casa una lezione coi fiocchi, una di quelle di cui fare tesoro nei giorni in cui le idee si confondono un po'.


Non avremmo potuto salutare la città di Arezzo senza prima scoprire qualcosa in più sulla famosa Giostra del Saracino: una rievocazione storica medievale, un vero e proprio torneo cavalleresco a cui partecipano i quattro Quartieri in cui è divisa la città.
A giudicare dall'entusiasmo che hanno dimostrato gli aretini presenti nel descriverci le emozioni di quella giornata, sostenendo ciascuno le gesta epiche del proprio Quartiere, penso che valga davvero la pena di assistere a questa manifestazione dal vivo. La prossima Giostra si svolgerà il 17 giugno... io ci sto facendo un pensierino!

giovedì 13 aprile 2017

Ghirlanda di Pasqua rustic chic, con uova e fiori

A volte (spesso, per la verità) la bellezza sta nelle cose più semplici. Soprattutto nelle cose che ci regala la natura, dai fiori alle... uova!
Ecco allora la mia idea per un centrotavola pasquale rustico e romantico, con uova e fiori. Facilissimo da assemblare grazie a un piccolo trucchetto!


Da Viridea ho scovato questa geniale base metallica per ghirlande: l'avevo già vista su Pinterest, nelle immagini di blog americani, ma qui in Italia non l'avevo mai trovata da nessuna parte. Adesso credo che non mi fermerà più nessuno e farò una ghirlanda dopo l'altra! Questa struttura può essere usata sia per contenere vari elementi decorativi, come in questo caso, sia come base a cui intrecciare nastri o tessuti.


Grazie a questo trucchetto è stato facilissimo e veloce realizzare la mia composizione rustic chic per la tavola di Pasqua: prima ho distribuito sulla struttura metallica della paglia naturale, poi ho aggiunto uova bianche alternate a piccole uova di quaglia, e per completare ho aggiunto qua e là dei rametti di ginestra bianca infilandoli tra le uova.


E la vostra Pasqua come sarà? Naturale o allegra e colorata, come le mie uova fluo dell'altro giorno? Nel dubbio, la mia sarà sicuramente piena di tantissimo cioccolato!

martedì 11 aprile 2017

Uova di Pasqua Fluo

Quest'anno sono arrivata decisamente in ritardo sulle decorazioni pasquali, ditemi che non sono la sola! Per tutti i ritardatari come me, ecco un'idea per uova dipinte a colori fluo: sono allegre, coloratissime, fuori dal coro. Farle è davvero semplice, serve solo un po' di pazienza.


Procuratevi delle uova bianche (se non le trovate al supermercato potete acquistarle nei garden center già svuotate e pulite) e dei colori a tempera o acrilici in tinte fluo. Io ho usato quelli della serie Måla di Ikea, comodissimi perché i contenitori hanno un beccuccio sottile che può essere usato per applicare direttamente il colore, come ho fatto appunto io.

Dipingete quindi dei piccolissimi puntini con il colore a partire dal fondo dell'uovo, inizialmente più piccoli e ravvicinati e poi man mano che salite più distanti e leggermente più grandi.
Per non rischiare di rovinare tutto toccando il colore con le mani, vi consiglio di creare un supporto con una striscia di cartoncino chiusa ad anello, su cui appoggiare l'uovo mentre lo decorate.


Io ho preferito non mescolare troppo i colori e ho usato una sola tonalità per ogni uovo, accostando poi uova diverse fra loro. Con queste uova potete realizzare un centrotavola per il pranzo di Pasqua o dei segnaposto allegri e colorati, perfetti per una tavola moderna e informale.


Per dare ancora più risalto ai colori brillanti ho deciso di confezionare le mie uova usando carta e spago black&white. Se decidete di utilizzare queste uova per decorare la tavola vi consiglio di scegliere piatti e tovaglia bianca, e aggiungere qualche elemento nero come un nastrino per legare il tovagliolo o un cartoncino segnaposto con scritta bianca a contrasto.


Vi piacciono le mie uova fluo o per la Pasqua preferite colori tenuti e decorazioni naturali? In questo caso vi do appuntamento giovedì con un'altra idea da copiare: un centrotavola, ma questa volta in stile natural chic!
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