La persona che senti di dover essere: il post che non c'entra

Sentirsi per un attimo la persona che volevi essere, che sentivi di dover diventare. È una sensazione che (a me) capita raramente, e generalmente non dura molto a lungo. Ma ricordo per molto tempo e mi dà la carica per anni a venire, perché poi mi sento di dover tornare di nuovo lì, al posto giusto, ancora una volta.

Perché diciamocelo, ci sono persone che fanno scelte ponderate e razionali. E sapere di avere preso la strada sensata per loro forse è sufficiente. Per me no.
Non sono brava a raccontarmi bugie. Tutte le volte che mi ripeto “alla fine va bene così, è la cosa migliore, sii contenta”, in fondo alla pancia so che non funziona. Non con me.

Non so a voi ma a me per convincere le farfalle nello stomaco non bastano un pugno di pro vs. contro e la calcolatrice in mano. Io ho bisogno di sorprendermi a guardarmi da fuori mentre cammino per strada, magari riflessa da qualche parte, e pensare “Wow, quella è la persona che vorrei essere”. E non sarà probabilmente mai una persona bella, affermata, di successo secondo il senso più comune del termine. Ma sarà quella persona che in quel momento sentirò di DOVER essere.

Non parlo solo di lavoro, o di famiglia. In questa sensazione c’è dentro tutto, dalle passioni alle amicizie, dalla gestione del mio tempo all’espressione delle mie passioni. C’è la vita nel suo complesso, che a un certo punto sembra prendermi forma intorno proprio in quel modo lì, così perfetto. Anche se già so che presto tornerò a sentirmi quella stonata, fuori tempo, sfasata come al solito.

Saranno i 30 (e un po’..), che più che un sentiero mi sembrano una corsa in rollercoaster peggio dell’adolescenza, ma mi portano anche sempre più spesso e volentieri a far pace con me stessa. Sarà che sono un po’ l’espressione di quel “già e non ancora” che ho sempre amato in tutto. Sarà che il tempo mi sta regalando un po’ più di consapevolezza e di accettazione, non lo so.

ph. Infraordinario

Ma oggi il sole brilla e il cielo profuma di neve, e io mi concedo di piacermi un po’. Come se fosse il regalo scartato nel primo pacchettino del calendario dell’avvento di quando ero bambina (e forse lo è per davvero).

Buon 1 dicembre, vi auguro un’attesa piena di pace e magia!

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